Togliere un brevetto? Un’azione “transnazionale” senza precedenti. Ma forse necessaria!

Manon Aubry, deputata del Parlamento europeo e copresidente del gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, ha sferzato un colpo contro la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la seduta plenaria del Parlamento UE del 3 marzo: quanta incoerenza c’è tra il sistema che dovrebbe guidare i lavori della Commissione Europea e il servilismo di questo Organo nei confronti delle cause farmaceutiche!? La sensazione che si prova (e forse non è una mera sensazione) è che i grandi leader farmaceutici abbiano stabilito loro la ‘legge’ che dovrebbe tutelare la salute degli europei e siano stati troppo invasivi rispetto al funzionamento del Sistema transnazionale dell’UE. Non mancano, peraltro, accuse sulle consegne: “Siamo capaci di imporre restrizioni alla popolazione limitandone la libertà e non sappiamo dettare regole per il Big Pharma?”.

Trasparenza. Questa è la parola chiave. Ma il problema è che proprio questa “latita”: le polemiche, infatti, sono partite non solo dalla deputata di sinistra, ma anche da altri esponenti: rispetto a quali contratti con le aziende produttrici di vaccini anti-Covid19 la Commissione UE ha concluso le negoziazioni?

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