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Il Giappone nell’emergenza sanitaria: un valido modello di riferimento. Ma la “città di Dio” è pura utopia…

  Il senso di comunità giapponese, il 共同体意識, va oltre il mero sentirsi parte di una nazione: i bambini, in Giappone, apprendono ben presto la forza dell’unione e della cooperazione, utili al raggiungimento degli obiettivi, e sanno applicare questi valori nella realtà della loro vita quotidiana e nei loro comportamenti sociali, come ad esempio il risistemare le aule tutti insieme al termine delle lezioni. Così, con il trascorrere dell’età, ogni giapponese medio si identifica nell’etica del rispetto delle regole e della collaborazione. Pensiamo ai サラ, gli impiegati d’ufficio: nel corso delle riunioni con i propri superiori, essi si sentono liberi di esprimere la propria opinione sulle strategie finalizzate alla crescita della loro azienda, perché sanno di dover contribuire all’evoluzione della società a cui appartengono, una società che cresce sempre più forte, proprio perché nutrita dalla coesione della popolazione nipponica.                                               

Petrolio vs transizione ecologica?

  A partire dall’inizio del 2003, a causa dell’aumento dei prezzi, si è diffuso il timore che il petrolio potesse scarseggiare. Ma, sebbene le riserve non sembrino essere diminuite, la realtà dei fatti dimostra che non solo si sta valutando l’idea, ma addirittura si sta applicando, e anche in maniera diffusa, l’uso di forme di energia alternativa. Sicuramente, l’impatto economico del petrolio si farà sentire ancora nei prossimi decenni, perché questa materia prima sarà utilizzata come carburante delle automobili e nella produzione delle industrie. E`, tuttavia, altrettanto vero che le riserve, seppure disponibili, potranno non essere sempre fruibili e che soprattutto i paesi privi di materie prime dovranno trovare risorse economiche per poter negoziare con i paesi esportatori e costruire il loro futuro energetico. Certo! Il petrolio ci sarà, ma non sappiamo come si configureranno gli andamenti del prezzo di tale risorsa.                                                    

Il pianeta rosso: un’inesauribile sete di conoscenza

  Una distanza di 480 milioni di chilometri. Una complessa procedura di atterraggio. Al massimo tensione e inquietudine. Ma la sonda Perseverance ha raggiunto ormai il suolo di Marte. L’obiettivo, sicuramente molto ambizioso, è quello di rinvenire eventuali segni di presistenti forme di vita su Marte. Ecco il motivo per cui gli eroi della missione spaziale per l’esplorazione di Marte, sviluppata dalla NASA, raccoglieranno un consistente numero di campioni di roccia, destinati ad essere analizzati, una volta giunti a destinazione. Sulla Terra, appunto. Questi cimeli interstellari forniranno proprio le risposte che si cercano: c’era la vita su Marte?  Perseverance si è avvalsa di alcuni strumenti in “dotazione” (d’altra parte, l’equipaggiamento dei veicoli NASA è sempre studiato scientificamente): informazioni codificate, microchip, immagini di dinosauri e cianobatteri. A queste scelte organizzative e strategiche, la NASA ha affiancato auspici ed omaggi, dedicando la pro

Internet tra memoria, censura e…“machiavellerie”

 Una statistica americana (2019) riporta dati numerici sugli account di Facebook appartenenti a persone decedute: sono 30 milioni gli “utenti” passati a miglior vita. Sebbene il dato sia insignificante rispetto all’esorbitante numero di utenti attivi sulla piattaforma, esso lascia tuttavia qualche perplessità: scorrendo le varie bacheche, vediamo volti sorridenti, scorgiamo momenti di felice quotidianità. Eppure, quelle persone non sono più al mondo, ma nel web continuano a “circolare” sulle loro foto e nei loro post. La stampa nazionale, facendo riferimento ai diversi casi di cronaca, ha spesso evidenziato  conseguenze e problemi causati dalla permanenza sulla rete di tracce digitali, che potemmo definire “scomode”. Coinvolti in queste situazioni sia i social network sia gli affini dei diretti interessati, sia gli utenti.                                                                                              Vai all'articolo  

Femminicidio in controtendenza…but, never give up!

  Durante la pandemia, l’Italia, secondo i dati Istat, si è segnalata per un aumento del numero dei femminicidi. Questo è un fenomeno che si deve definire gravissimo e desolante, non solo perché, ovviamente, si tratta di violenza sulle donne, ma anche perché, in genere, durante il lockdown , il numero degli omicidi è completamente diminuito. Il femminicidio, pertanto, non rientra nelle pratiche della criminalità organizzata.  Le abitudini di vita delle famiglie sono cambiate: infatti, si rimane in casa il più possibile per rispondere alle restrizioni dell’emergenza. Ma, spesso, le mura domestiche non rappresentano un luogo di protezione e sicurezza per tutti. Dunque, le vittime, talvolta vulnerabili e fragili, sono sottoposte non solo al pericolo del contagio, ma anche alla feroce aggressività dei loro partner. Pensavamo che se il mondo si fosse fermato e che, con esso, anche gli abusi sulle donne potessero cessare. E, invece, la realtà dei fatti ci smentisce.          

Anche il mondo globale a fibra ottica deve essere una questione di potere? In questo caso il potere è di tutti!

Google sta promuovendo l’istallazione di un nuovo cavo internet sottomarino in fibra ottica: collegherà New York a Bilbao (Spagna) e Londra. Grace Hopper il suo “marchio”, in onore della matematica, informatica e militare statunitense, pioniera della programmazione, che ha contribuito alla nascita del linguaggio COBOL , orientato alle applicazioni commerciali. Esso, oggi, è ancora presente in molte applicazioni software commerciali di tipo bancario. Grace Hopper sarà il quarto cavo internet sottomarino completamente di proprietà di Google . Gli altri cavi? – Curie collega San Francisco al Cile, passando per Panama (Marie Curie ha scoperto la radiografia); – Dunant “percorre” le spiagge della Virginia e arriva alla Francia (Henry Durant ha fondato la Croce Rossa); – Equiano trasmette informazioni da Lisbona a Cape Town, passando da Lagos (Olaudah Equiano è stato un attivista, impegnato fortemente contro l’abolizione della pratica della schiavitù).                    

Draghi, sappiamo chi sei e che "whatever it takes"!

Mario Draghi nasce a Roma nel 1947 da una benestante famiglia borghese: il padre era un dirigente della Banca d’Italia, la madre una farmacista; frequenta l’università “La Sapienza” di Roma, laureandosi in economia nel 1970; prosegue, quindi, gli studi negli Stati Uniti presso la rinomata MIT (Massachussetts Institute of Technology), dove ottiene un dottorato al seguito di economisti, quali Franco Modigliani e Robert Solow, entrambi premi Nobel. Dopo la carriera accademica, nel 1982, intraprende il suo percorso pubblico, come consigliere del ministro del Tesoro, Giovanni Goria. Negli anni Ottanta, Draghi era il più promettente dei tecnici che, proprio in quella fase, stavano crescendo al fianco dell’allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi. Al gruppo erano vicini anche Romano Prodi e Mario Monti, che sarebbero poi diventati Commissari europei e Presidenti del Consiglio.